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CAPITELLO UBRIACO
2003

Realizzato durante un’iniziativa pubblica in pochi giorni, il “capitello ubriaco” nasce come gioco ironico sulla tradizione degli scalpellini.
Partendo da una forma classica, l’opera viene deformata e resa fluida, quasi instabile, con richiami al linguaggio della street art e del fumetto.
Le linee si piegano e si muovono, rompendo la rigidità tipica dell’elemento architettonico.
Il risultato è una reinterpretazione surreale del capitello: un oggetto familiare che perde equilibrio e diventa espressione libera e contemporanea.
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